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Al cinema, sulle tracce di Dante

Ad assistere alla proiezione del film “Dante” presso il Cinema Teatro Sociale di Omegna, nella mattinata di venerdì 4 novembre, dodici classi del nostro Istituto. I ragazzi, accompagnati dai loro docenti, hanno potuto partecipare alla visione dell’ultimo capolavoro del regista Pupi Avati, che ha realizzato una pellicola intensa dedicata al grande poeta italiano Dante Alighieri. Si tratta di un film realistico e sorprendente, che punta l’attenzione soprattutto sull’aspetto umano del grande scrittore, sulla sua biografia, caratterizzata da momenti di estrema difficoltà e da eventi drammatici e dolorosi. Dopo aver affrontato 25 anni di ricerche, letture e approfondimenti, Pupi Avati ha costruito una pellicola capace di raccontare la vita di un uomo animato da amore e giustizia, un giovane come tanti che ha sofferto ed è morto con l’illusione di poter fare ritorno nella sua amata Firenze. Il pretesto per questo racconto così concreto e terreno è dato da un altro personaggio, Giovanni Boccaccio, che fu anche grande studioso e biografo di Dante, ammiratore di quell’uomo che “conosceva il nome di tutte le stelle”. Proprio a Boccaccio, nel 1350, fu affidato il compito di portare dieci fiorini d’oro alla figlia di Alighieri, suor Beatrice, come risarcimento simbolico per l’esilio a cui era stato costretto il padre. Così, l’autore del Decameron, interpretato dal bravissimo Sergio Castellitto, intraprese un lungo e difficile viaggio da Firenze a Ravenna, ripercorrendo le tappe delle peregrinazioni dantesche e visitando i luoghi dove il poeta aveva soggiornato. Nel film si sovrappongono, quindi, due diversi piani temporali che si intrecciano continuamente, mentre la narrazione procede con numerosi flashback. Anche l’ambientazione della pellicola appare molto realistica, con luoghi e costumi tipicamente medievali. Particolarmente accurata risulta la ricostruzione storica, a partire dalla peste che aveva colpito l’Italia nel Trecento e dalla scabbia che affliggeva lo stesso Boccaccio. Tra le scene più significative possiamo ricordare lo sguardo intenso di Beatrice subito dopo la cerimonia nuziale con Simone De’ Bardi oppure il sogno in cui Dante vede l’amata che mangia il suo cuore. Il regista è stato capace anche di rappresentare la mentalità allegorica tipica della cultura medievale. Il Dante di Pupi Avati è principalmente un uomo, con sentimenti, paure, affetti intensi. Un uomo che si trova a vivere la miseria, la povertà, l’emarginazione. Non solo il grande poeta che siamo abituati a studiare sui libri.

Salma Baya, IV TUR

La pellicola affronta la vita del Sommo Poeta, ripercorrendola attraverso un viaggio, fisico e spirituale, compiuto da un altro straordinario poeta italiano: Giovanni Boccaccio. L’autore del Decameron ripercorre l’itinerario del grande Alighieri per portare dieci fiorini d'oro a Suor Beatrice, figlia di Dante come risarcimento simbolico del comune di Firenze, per il suo ingiusto esilio. Il vero protagonista è dunque lo stesso Boccaccio, interpretato da Sergio Castellitto, che ha un’immensa ammirazione verso colui che “conosceva il nome di tutte le stelle”. Il ruolo del giovane Dante è invece stato affidato a Alessandro Sperduti, mentre il ruolo di Beatrice è stato ricoperto da Carlotta Gamba. I ragazzi del Dalla Chiesa-Spinelli hanno trovato interessante le citazioni delle famose poesie del divino Dante, ad esempio “Tanto gentile e tanto onesta pare” e “Guido vorrei che tu, Lapo ed io”, la verità sulla vita piena di sacrifici, rinunce, vittorie e sconfitte del Sommo Poeta, e lo scenario medievale. Il film è piaciuto a me e alla mia classe ma ho notato che il regista ha approfondito poco l’opera più importante di Dante, ossia la Divina Commedia. Mi sarei aspettata qualche citazione in merito al capolavoro che tutti conosciamo e apprezziamo.

Elena Zgena, V AFM