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Facciamo il punto: il pensiero degli studenti dopo i primi 5 mesi di DDI

Conclusosi il primo periodo dell'anno scolastico, è ora di tirare le prime somme. Dopo cinque mesi dalla ripresa della scuola in presenza, affiancata dalla didattica digitale integrata, abbiamo intervistato alcuni studenti delle classi seconde dei corsi Amministrazione Finanza Marketing e Turismo.

- Come è cambiata la tua vita scolastica da settembre, in funzione delle norme anti-Covid?

Da settembre la mia esperienza scolastica è cambiata notevolmente a causa della pandemia. In questo periodo, molti studenti notano un minore interesse nello studio, perché essendo a distanza non si ha più la socialità che può dare solo la scuola in presenza. (Andrea F.)

Sul fronte scolastico, durante il primo mese in presenza, noi alunni siamo stati divisi in banchi singoli ad un metro di distanza e con l’obbligo della mascherina mentre circolavamo nella scuola. Successivamente, siamo passati alla Dad da novembre a gennaio quando siamo rientrati a scuola con l’obbligo della mascherina durante tutta la giornata e con turni di due settimane in presenza e due settimane a distanza. (Elisa L.)

Possiamo dire che non solo la vita scolastica è cambiata, ma anche il resto; la scuola con le norme anti-Covid, quindi con la DAD, è cambiata molto: magari a qualcuno questo tipo di scuola piace, probabilmente da casa molti ragazzi si sentono più rilassati, mentre altri pensano che sia più difficile da seguire e, non avendo contatti con i compagni, si sentono soli e senza aiuto. La maggior parte, secondo me, preferisce molto di più la scuola “di prima”, il dialogo in classe con compagni e professori e ho notato che è meglio fare le verifiche e le interrogazioni a scuola in presenza. (Giulia L.)

Personalmente la mia vita scolastica è cambiata parecchio. La didattica a distanza, a parere mio, é molto più complessa perché bisogna avere molta più attenzione. Molto spesso la webcam è spenta e il microfono pure, quindi non hai un controllo da parte del docente e sta solo a te stare attento e non farti distrarre dalle continue distrazioni di casa tua. (Riccardo N.)

- Cosa ti manca di più?

Penso che la cosa vera e propria che mi manca di più sia la normalità: poter uscire con gli amici, andare a mangiare una pizza o al cinema, frequentare regolarmente la scuola, poter programmare i sabati sera e le vacanze. In questi mesi tutto mi è sembrato precario, provvisorio, limitante. Anche la possibilità di viaggiare mi manca molto, scoprire nuove città e conoscere nuove persone, meravigliarmi di fronte a opere d'arte, musei, paesaggi naturali, monumenti. (Chiara P.)

A me, sinceramente,manca di più ritornare come prima, quando non esistevano il distanziamento,la mascherina, l'uso quotidiano del disinfettante. Sinceramente,non trovo niente di sbagliato sui nuovi aspetti scolastici, anzi li trovo giustissimi e corretti, perché è un importante segno di rispetto. (Martin B.)

Durante questo periodo di didattica integrata mi manca la semplice lezione a scuola seduta al mio banco, con di fianco il mio compagno e il prof che spiega, magari parte anche lo scherzo o semplicemente la conversazione. Queste semplici azioni così banali e scontate che ormai da mesi non viviamo più, sono quelle di cui sento maggiormente la mancanza. Al di fuori del contesto scolastico, mi mancano le azioni o le situazioni a cui precedentemente non davo importanza, come ad esempio il poter vedere i miei nonni ogni volta che volevo: ogni settimana ero da loro e ora li vedo raramente per paura di poter essere un potenziale portatore del virus. Mi manca anche quando, alla sera dopo allenamento e un’intera giornata a scuola, mi mettevo nel letto, sotto le coperte stanchissima ma soddisfatta di aver reso al meglio nella giornata e di non averla buttata via, una cosa che nell’ultimo anno mi è capita spesso di provare, di aver sprecato un giorno, rimando in casa. Mi manca l’organizzare un’uscita con i miei amici e passare i pomeriggio con loro. (Marta B.)

A livello scolastico, mi manca proprio l'apprendimento in presenza, in quanto la connessione nel mio paese non è delle migliori e questo non mi premette di seguire del tutto tutte le lezioni durante la DDI. Sicuramente la cosa che mi manca di più è il rapporto che c'è con i compagni, fatto di battute e risate insieme. (Lucia D.)

Certamente mi manca tantissimo la libertà, la libertà di uscire, di abbracciare, di baciare, di vivere e mi manca anche la serenità e di non aver paura se tocco o faccio qualcosa di divertente con qualcuno, respirare l'aria fresca. (Alice N.)

- Quali aspetti scolastici non ti piacciono e perchè?

In particolare, non potersi più avvicinare ai propri compagni, l'usare la mascherina, e la cosa che mi dispiace è che non abbiamo più un compagno di banco, ma siamo tutti distanziata tra di noi con almeno un metro di distanza che ci separa l'uno dall'altro. Anche fare scienze motorie non è come prima: ora si è tutti consapevoli del fatto che c'è ancora in circolazione un virus e può infettare sia noi sia le persone che ci circondano e a cui vogliamo bene. (Marlene C.)

Gli aspetti che non mi sono piaciuti si sono riscontrati soprattutto al rientro dalle vacanze di Natale. A parer mio, si è iniziata a perdere l’idea di scuola, tutto abbastanza forzato: mascherina sempre addosso, finiestre sempre aperte. Tutto questo porta ad uno “sconforto” dello studente in quanto non è più a proprio agio. Per me è giusto il rientro a scuola, ma così è come una autoconvinzione che stia andando tutto bene anche se poi non è proprio così. (Emanuele O.)

Per quanto riguarda la didattica a distanza, credo non abbia nulla di positivo, se non quello di mandare avanti il programma scolastico, e non potrà mai essere così utile per alcuni semplici motivi: per prima cosa, se a scuola non comprendi alcune determinante materie, difficilmente potresti capirle maggiormente in DAD; secondo, stare attaccati per ben quattro ore a un pc non è né semplice nè leggero, perché stando a casa hai una possibilità molto elevata di distrarti, di non ascoltare e di non comprendere ciò che spiega l'insegnante; terza ed ultima cosa, la connessione, che è il vero problema di tutto ciò, specie per quelli che vivono nelle valli o per quelli che non hanno nemmeno una connessione interne e devono usare i dati del telefono cellulare. (Martin B.)

Ciò che secondo me non funziona nella DAD è che non tutti hanno una connessione internet stabile, un computer, un luogo silenzioso in casa, alcuni professori in DAD inquadrano un foglio con il telefono al posto di presentare tramite lo schermo, in questo modo la lezione diventa impossibile da seguire perché l'immagine non è nitida e non si distinguono le lettere o i numeri. (Andrea F.)

- Quali nuovi aspetti scolastici, invece, ti piacciono e perchè?

L'aspetto scolastico che mi è piaciuto è stato quando siamo tornati in presenza a gennaio perchè finalmente potevo stare concentrato e potevo capire meglio gli argomenti. (Leonardo C.)

Abitando in un paese di montagna, e non così vicino alla scuola, è molto più comodo seguire le lezioni da casa, anche per la questione trasporti, infatti tante volte a causa del mal tempo siamo costretti a rimanere a casa. Un altro fattore positivo è che gli studenti hanno più tempo per consegnare i compiti, cosa che in presenza non succede spesso. (Lucia D.)

Sicuramente è una comodità per gli orari: non devo più svegliarmi alle 6:15 per venire a scuola ed evito di restare in giro “sprecando” un po’ di tempo aspettando i mezzi di trasporto, e non torno più a casa dopo le 15:30. Facendo canottaggio 7 giorni su 7, mi è piu comodo a livello di tempistiche e riesco a gestire il mio tempo molto meglio. (Emanuele O.)

Di questa nuova didattica, sicuramente mi piace la comodità, infatti ci possiamo riposare di più la mattina, abbiamo maggiori pause e soprattutto, grazie alle applicazioni di Google, possiamo salvarci le lezioni e studiarle successivamente. (Elisa L.)

Mi sento di rompere una lancia a favore della DAD, dicendo che, rispetto allo scorso anno scolastico, è migliorata molto, in particolare l'organizzazione dei professori ma anche in generale, in quanto è diventata molto più seria e noi studenti l'abbiamo presa con determinazione e serietà. (Riccardo N.)

- Cosa non funziona, secondo te, nella didattica a distanza?

Nella didattica a distanza, le cose che non funzionano, a mio pare, sono la gestione delle ore sincrone e asincrone; il fatto di dover guardare uno schermo per sei ore o più; alcuni professori programmano verifiche e compiti senza che noi alunni possiamo dire qualcosa in contrario o chiederne il rinvio; e per ultimo penso che pochi si siano preoccupati di come noi studenti stessimo vivendo questa situazione, di come ci sentivamo e di quello che provavamo. (Marta B.)

Secondo me, le cose che non vanno nella didattica a distanza sono veramente molte. La concentrazione cala sempre di più, accanto alla voglia di fare i compiti. (Salma B.)

In particolare, il fatto che potrebbe saltare la connessione o che il dispositivo si possa spegnere da un momento all'altro perchè scarico, proprio mentre il prof spiega. Cosa che in presenza non potrebbe mai accadere. (Michele A.)

Quello che ho notato nella DAD, è che anche i professori a volte si spazientiscono di più rispetto che in presenza, proprio perché probabilmente pensano che, essendo noi alunni più agevolati, dovremmo impegnarci maggiormente. (Lucia D.)

Secondo me dipende tutto dall'insegnante: se vuole far funzionare la DAD oppure no. Se un professore ha polso con i suoi ragazzi automaticamente le lezioni funzionano. (Emanuele O.)

- Secondo te a settembre la nostra scuola era preparata alle normative anti-Covid, oppure ci sono stati aspetti critici?

Secondo me la nostra scuola aveva tutte le norme anti-Covid regolari, invece i trasporti pubblici di cui necessitiamo per arrivare a scuola e tornare a casa, non sempre erano a norma. (Alice N.)

Alla luce di tutte le problematiche dovute alla pandemia, la scuola è risultata uno degli ambiti più difficili da organizzare, anche perché è un settore che coinvolge milioni di persone che si spostano quotidianamente, tutte insieme, agli stessi orari: studenti, insegnanti, bidelli, personale ATA. Non è certo facile riorganizzare una comunità così complessa e numerosa. Inoltre le scuole italiane non erano ancora digitalizzate e dotate di quegli strumenti informatici che oggi sono diventati fondamentali per la didattica. Ritengo che la nostra scuola, pur con tante difficoltà, nell'ambito della sicurezza sanitaria sia stata prudente e abbia assicurato ai ragazzi una buona protezione. Certo si trattava di una situazione nuova per tutti. (Chiara P.)

Fortunatamente la nostra scuola a settembre era pronta per ospitare gli alunni rispettando le normative anti-contagio, la febbre viene misurata a tutti, se non abbiamo con noi una mascherina, la scuola ce ne fornisce una, i banchi sono distanziati, le entrate sono separate e, tra un'ora e l'altra, i locali vengono aerati. (Andrea F.)

La scuola ha riaperto a settembre e penso che, in generale, fosse preparata. Tuttavia, un deficit si è trovato con la misurazione della temperatura: il termoscanner a volte segnava qualche linea di febbre quando invece non ne avevi, o il contrario, e penso che non sia molto attendibile come strumento, oltre al fatto che ci sono persone che non rispettano le restrizioni. (Marlene C.)

A settembre, la scuola in sé era pronta per una riapertura, il problema sono stati i mezzi pubblici che non sono stati organizzati per nulla e hanno causato molti disagi. (Riccardo N.)

- Secondo te, la Didattica Digitale Integrata (un po' a casa e un po' a scuola) sarà la metodologia didattica dei prossimi anni? Perchè?

Secondo me, la didattica digitale integrata sarà la metodologia didattica dei prossimi mesi, non direi dei prossimi anni, perché si spera che tutto ciò passi e si spera pure che nei prossimi mesi si ritrovino soluzioni più efficaci per ridurre i contagi e le diverse tipologie di Covid-19. (Salma B.)

Probabilmente nei prossimi anni la DDI sarà sicuramente utilizzata, pensiamo ad esempio ad un alunno che è ammalato, ora può seguire lo stesso la lezione da casa. Questo metodo di insegnamento ha alcuni vantaggi, ma allo stesso tempo degli svantaggi, infatti i professori nei periodi a distanza non fanno verifiche e spiegano solamente, poi nel periodo in cui si torna a scuola ogni giorno ci sono verifiche ed è molto scomodo per noi alunni perché diventa difficile potersi preparare bene. (Andrea F.)

Sicuramente la DDI ha offerto delle opportunità incredibili che forse senza il Covid non avremmo sperimentato: penso agli open day online delle facoltà universitarie, alle conferenze a cui possiamo partecipare a distanza, ai ragazzi che per motivi di salute possono seguire le lezioni da casa. Mi auguro che in futuro questa procedura non venga abbandonata, anche se personalmente preferisco la didattica in presenza. (Chiara P.)

Secondo me la didattica a distanza integrata è un buon modo per fare scuola perché, dal il mio punto di vista, è meno stressante per gli alunni. (Matteo R.)

Alla fine penso che siamo radicati al concetto di scuola così com'è da troppi anni. Il settore scolastico non è cambiato molto guardando al passato. Penso che questo posso essere un modo per capire che ci sono anche altri metodi per favorire l’apprendimento. (Emanuele O.)

Non penso che la didattica digitale integrata sarà la metodologia didattica dei prossimi anni, perché noi studenti abbiamo bisogno dei rapporti umani per poter crescere e non solo dal punto di vista istruttivo, in quanto la scuola deve farci maturare sotto tutti gli aspetti. La scuola non è solo una struttura dove si va per imparare le singole discipline, ma ci serve per sviluppare al miglior modo i rapporti con i compagni, i professori e tutte le persone che ne fanno parte. Abbiamo bisogno del continuo contatto con le persone e non solo a settimane alterne. Perciò io penso, e spero, che la didattica digitale integrata non possa sostituire la scuola in presenza tutto l’anno. (Marta B.)

Ringraziamo tutti gli studenti che hanno preso parte a questa intervista-sondaggio e ci auguriamo che la scuola possa riprendere presto in presenza con tutte le classi dalla prima alla quinta.

La Redazione