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TERZO APPUNTAMENTO PER CINESCUOLA: Chi scriverà la nostra storia?

Il dovere della memoria.

Giovedì 23 gennaio, le classi 1, 2 e 4 AFM, 1, 2, 4 TUR, 1, 2 MAN, 2C MAN, 5 MAN, 2 e 5 MODA, 5A e 5C SOCIO della nostra scuola, insieme ai rispettivi docenti accompagnatori, hanno preso parte al terzo appuntamento del progetto "Cinescuola" presso il Cinema Sociale di Omegna. In occasione della Giornata della Memoria (27 gennaio), il film proposto è stato "Chi scriverà la nostra storia" della regista americana Roberta Grossman.

Un film per ricordare, un film per tenere viva la storia degli ebrei che furono rinchiusi nel ghetto di Varsavia dal novembre 1940. Ma anche un film che ha voluto farci riflettere sugli orrori della Shoa e sul dovere della memoria. E' questo il messaggio fondamentale della pellicola: essa racconta, infatti, la vicenda di un gruppo di intellettuali polacchi che seppellirono migliaia di documenti allo scopo di tramandare la verità storica e mantenere viva la cultura ebraica.

La propaganda nazista infatti diffondeva false informazioni sugli ebrei e seminava odio antisemita, perciò il gruppo clandestino dell'Oyneg Shabes (in yiddish "La gioia del Sabato"), guidato dallo storico Emanuel Ringelblum, decise di attuare una forma di resistenza producendo un archivio segreto del ghetto da lasciare ai posteri, in modo che non fosse manipolata, in futuro, la verità.

Il film della Grossman si presenta come una sorta di documentario molto efficace che alterna presentazioni di immagini d'epoca e ricostruzioni cinematografiche, per questo motivo dovrebbe essere visto da tutti i ragazzi e giovani di oggi, abituati a vivere nella pace e del benessere. Molti ragazzi non conoscono la storia segreta del ghetto di Varsavia, dove le truppe di Hitler rinchiusero 450 mila ebrei. Invece, è importante studiare il passato, anche attraverso docu-film come questo, soprattutto per avvicinarsi con rispetto alle pagine più drammatiche della storia dell'umanità e per evitare di ripetere gli stessi errori. Perchè, come afferma la senatrice Liliana Segre, sopravvissuta ai campi di sterminio, "l'indifferenza è più colpevole della violenza stessa. E' apatia morale di chi si volta dall'altra parte: succede anche oggi verso il razzismo e altri orrori del mondo".

Chiara Primatesta 1 AFM